RICOMINCIA LA SCUOLA: COME AFFRONTARE IL PROBLEMA RODITORI.
L’inizio delle attività scolastiche porta con sé non solo il problema della gestione degli alunni e insegnanti, pianificazione riunioni, programmazione orari per la didattica, coordinamento di interventi di manutenzione, allestimento servizio mensa… in questo scenario complesso anche la gestione dei parassiti deve essere ripresa in mano e organizzata, tenendo conto dei dati storici (se disponibili) oppure ex novo (a seconda dei casi). 

Per prima cosa bisogna tenere conto che le caratteristiche del plesso scolastico e delle aree adiacenti influenzano la presenza di animali infestanti e ne agevolano o meno la possibilità di entrata all’interno degli edifici stessi: ogni scuola ha delle caratteristiche peculiari che devono essere note a chi deve programmare e/o gestire l’esecuzione dei servizi di derattizzazione. 

Diventa necessario redigere una lista degli edifici scolastici che tenga conto dei potenziali rischi legati alla presenza di roditori connessi alla conformazione dello stabile (ad es. presenza di vani non utilizzati, seminterrati, sottotetti non ispezionabili), dello stato della manutenzione, delle caratteristiche dell’ambiente esterno (ad es. presenza di aree incolte, di edifici dismessi, di materiale inutilizzato a ridosso degli edifici).  

Utilizzando questo elenco si potranno definire le priorità per la pianificazione dei trattamenti, monitoraggi e controlli compresi. Per ogni edificio scolastico diviene funzionale creare una documentazione che contenga: 

  1. L’esito scritto della ispezione iniziale (checklist) compilato durante il sopralluogo, che deve evidenziare gli aspetti significativi riscontrati; 
  2. Le planimetrie dello stabile e delle aree esterne di pertinenza con indicazione: dei punti di possibile entrata da parte di roditori, in particolare per quanto concerne i ratti è utile riportare tipo, ubicazione e numero degli allacciamenti fognari1; della presenza di siti idonei per lo scavo delle tane e tane già presenti e visibili; della presenza di sorgente di alimenti. 
  3. Il calendario delle ispezioni di routine programmate la cui cadenza viene stabilita, per ogni edificio scolastico, basandosi sulla necessità di eseguire il monitoraggio/lotta/controlli contro topi e ratti durante tutto l’anno, con particolare attenzione al periodo autunnale e primaverile (codificandoli). 
  4. Nota relativa a casi di infestazioni pregresse relative allo specifico stabile. 

Dal momento che è stato creata una documentazione relativa al macro-ambiente “SCUOLA”, questo dovrà essere suddiviso a sua volta in sotto-ambienti evidenziando i punti relativi al tipo di utenza: 

  1. Aree didattiche: presenza di alunni, corpo docente, personale scolastico; 
  2. Area mensa: che assume le caratteristiche e i vincoli di un ambiente alimentare (filiera); 
  3. Locali tecnici: che dovrebbero essere chiusi a chiave, ad esempio il locale caldaia e i depositi di arredi scolastici dismessi; 
  4. Aree esterne: in cui la presenza di alunni, corpo docente, personale scolastico deve essere data per scontata. 

In caso si renda necessario un intervento, le fasi delle operazioni devono prevedere: 
  1. Ispezione iniziale per stabilire per produrre la documentazione sopra descritta o per aggiornare quella esistente; 
  2. Collocazione di erogatori di esche secondo necessità ad es. posizionati lungo perimetri esterni, recinzioni e pareti esterne in corrispondenza porte e punti di accesso, inizialmente attivate con esca placebo. Questa verrà sostituita con esche attive solo in seguito all’oggettivo riscontro del suo consumo o in seguito al riscontro di oggettive tracce di presenza (feci, fori di tane, carcasse di roditori, avvistamenti certi). Tra i principi attivi anticoagulanti è preferibile optare per le esche basate su anticoagulanti meno pericolosi per l’uomo (difenacoum, bromadiolone), utilizzando quelle a base di brodifacoum solo all’interno dei tombini oppure negli erogatori solo se vi è una palese inefficacia delle altre esche. 
  3. Definizione della cadenza di ispezione: ogni 30-40 giorni se non si osserva il consumo di esca placebo, ogni 7 giorni dal momento in cui negli erogatori (o in una parte degli erogatori) sia riscontrato un consumo in tal caso saranno utilizzate esche a base di anticoagulante (esca attiva); in questo caso le verifiche continuano sino al cessare del consumo delle esche attive. Una volta cessata l’emergenza si può tornare all’intervallo di 30-40 giorni. Se il consumo si protrae per oltre un mese sarà necessario prevedere un intervento straordinario che utilizzi approcci diversi, come l’installazione di trappole, ad esempio le multi-cattura, oppure in presenza di un possibile passaggio dei ratti attraverso la rete fognaria si effettuerà un esame dei chiusini ed una applicazione di esche rodenticida paraffinate fissate all’interno dei chiusini. Queste azioni correttive sono ripetute sino alla risoluzione del problema e prevedono la frequente ispezione delle trappole. In questi casi è funzionale al raggiungimento dell’obbiettivo affiancare la lotta vera e propria con interventi manutentivi mirati al risanamento strutturale delle aree in cui si presentano le infestazioni. 
  4. Rapporti di lavoro: ogni azione intrapresa dagli operatori deve essere formalizzata “nero su bianco” in un rapporto di lavoro. Copia del rapporto di lavoro sarà conservato nella scuola assieme alle schede tecniche e di sicurezza dei prodotti biocidi di cui si prevede la possibilità di impiego. In particolare i rapporti di intervento devono indicare chiaramente data, tempo dedicato all’intervento/ispezione, nominativo del tecnico che ha svolto l’intervento, nome e quantità del prodotto eventualmente utilizzato. Il rapporto deve obbligatoriamente concludersi con una NOTA (redatta dall’operatore) di commento alla situazione riscontrata e l’indicazione di operazioni di pulizia o manutenzione ritenute utili alla prevenzione delle infestazioni. In caso di situazioni ritenute a rischio di infestazione o con infestazioni fuori controllo la Ditta incaricata deve darne comunicazione all’Ufficio Competente e assieme a questo valutare la possibilità di eseguire ulteriori operazioni di lotta. È compito del personale dell’Ufficio che gestisce l’affidamento dell’incarico alla Ditta specializzata verificare che vengano regolarmente prodotti i rapporti di lavoro e che questi contengano in forma chiara e leggibile le informazioni sopra citate. 

Quanto esposto descrive in modo succinto le procedure operative, è responsabilità dei professionisti incaricati dei servizi adeguarle alle specifiche esigenze tenendo anche presente che quanto più si lascia l’ambiente in ordine prima della chiusura estiva tanto più semplice sarà riavviare le attività di monitoraggio e controllo a settembre, questo non riguarda solo gli arredi, ma anche tutti i materiali che vengono usati per i laboratori come ad esempio riso, pasta, farina che durante l’estate potrebbero trasformarsi in banchetti luculliani. Inoltre sarebbe auspicabile coordinare le attività di derattizzazione con chi, prima della riapertura della scuola, fa manutenzione nel giardino sfalcio, raccolta ramaglie, potatura arbusti in modo da operare in un ambiente che è già stato reso meno gradevole alla colonizzazione da parte dei roditori.