CHE INFESTANTE È? Il Topo domestico
Comparsi sulla terra molto prima dell’uomo, i roditori hanno saputo sopravvivere e trovare strategie adattative vincenti, che hanno permesso loro di dare vita a una simbiosi antagonistica con l’uomo.

Il topolino domestico è estremamente adattabile: vive in qualsiasi luogo che gli offra un rifugio in cui potersi nascondere e sfamare. Lo si trova perciò in ambienti urbani e suburbani, dove vive a qualsiasi altitudine, invece è una presenza piuttosto rara nelle aree rurali in quota e negli ambienti boschivi.

COME RICONOSCERE IL TOPOLINO DOMESTICO
  • Colore: il pelo è corto e lucente, di un colore che varia dal brunastro al nero. Zampe, orecchie, coda e punta del muso sono quasi del tutto glabre e di colore grigio-rosato.
  • Piccole dimensioni: i topi adulti hanno dimensioni di una ventina di centimetri di cui la metà o poco meno spetta alla coda (testa-corpo cm 6-11), il peso invece oscilla fra i 10 ed i 25 grammi.
  • La coda è ricoperta di scaglie cornee epidermiche disposte ad anelli, tra le quali si inseriscono alcuni piccoli peli.
COME RICONOSCERE LE SUE TRACCE 
  • Escrementi di lunghezza 5-7mm, larghezza 2-3mm, generalmente di colore nero, tonalità variabile a seconda dell’alimentazione, di consistenza pastosa. Urina: se illuminata da lue UV è fluorescente, viene lasciata come traccia odorosa lungo i camminamenti.
  • Impronte su superfici polverose, oppure nelle zone di maggior passaggio assenza di polvere e ragnatele laddove l’ambiente si presenti nell’insieme polveroso. Spesso vi sono anche tracce untuose, date dalla sostanza che oleosa presente sulla loro pelliccia.
  • Rosicchiamenti: i topi devono necessariamente limare i denti, che sono a crescita continua, pertanto tenderanno a rosicchiare i materiali presenti, lasciando caratteristiche righine longitudinali come se fossero graffi di uno spillo.
NON È UN TOPO DOMESTICO SE:
  • Misura in media 55–82 mm di lunghezza e pesa solitamente 5-12 grammi.
  • Ha la pelliccia vellutata color marrone scuro e il ventre pallido.
  • Secerne un veleno tossico da un pungiglione posto in prossimità del naso anch’esso appuntito
  • È diffuso nelle aree boschive, nelle zone erbose e nelle siepi
  • È attivo sia di giorno che di notte
  • La sua dieta è carnivora e insettivora e consiste soprattutto di insetti, lumache, ragni, vermi e carogne.
  • Durante i mesi invernali non va in letargo
IN QUESTO CASO È UN TOPORAGNO COMUNE (Sorex araneus Linnaeus, 1758
COME BONIFICARE GLI AMBIENTI

Riferimenti in italiano:Un esempio pratico: RICOMINCIA LA SCUOLA: COME AFFRONTARE IL PROBLEMA RODITORI

 
AVVERTENZE

Questi roditori causano danni di vario genere: rovinano le costruzioni aprendosi passaggi attraverso soffitti, pavimenti, porte allo scopo di raggiungere i luoghi di rifornimento alimentare. Intaccano persino i metalli e gli isolanti delle installazioni elettriche provocando cortocircuiti e incendi.
I danni all'industria in senso lato sono pure di grave entità: materie prime, prodotti semilavorati e finiti, confezioni ed imballaggi, tutto può essere attaccato e distrutto.
È altresì addebitata a topi la propagazione dei germi di numerose e gravi malattie quali: leptospirosi, toxoplasmosi, coriomeningite linfocitaria, febbre bottonosa mediterranea, giardiasi, criptosporidiosi.
 
CARATTERISTICHE BIO-ETOLOGICHE

  • Crepuscolari: si tratta di animali attivi perlopiù dopo il tramonto, anche durante la notte si tengono ben lontani dalle fonti di luce violenta. Durante il giorno, riposano in tane poste in luoghi riparati e foderati con vari materiali, come cartone, stoffa ed erba.
  • Il topo non va in letargo e si adatta molto bene anche ad ambienti freddi (purché vi sia disponibilità di cibo), al punto che si trovano popolazioni stabili anche all'interno di celle frigorifere.
  • Abitudinari: i topolini, come tutti i roditori, tendono ad avere schemi di comportamento e routine fisse, quindi prevedibili. Conoscere la struttura e le abitudini di una colonia rende la lotta più efficacie, ad esempio useranno sempre gli stessi percorsi per spostarsi, dando origine a dei camminamenti facilmente identificabili, in cui una parte del corpo del roditore è sempre a contatto con una superficie, facendoli sentire protetti, solo nei campi aperti si avventurano in mezzo a distese erbose. Intervenire conoscendo i percorsi abituali permette una lotta mirata.
  • Cosa mangiano: si tratta di animali tendenzialmente onnivori, mangiano perlopiù prodotti di origine vegetale, ma all'occorrenza non disdegnano carne e latticini. Il topo ricava l'acqua di cui necessita per la massima parte dal cibo: in ogni caso necessita di bere ogni tanto. 
  • Scorte alimentari: la struttura della bocca del roditore consente di trasportare del cibo, in modo da ridurre gli spostamenti e quindi diminuire il pericolo di cattura da parte di un predatore. L’abitudine di realizzare un piccolo magazzino alimentare nelle loro tante crea un possibile rischio di dispersione delle esche, quindi di p.a., bisogna tenerne conto quando di progetta un piano di lotta e quando si struttura un punto esca.
  • Vivono in colonie all'interno di territori ben delimitati contrassegnati con marchi odorosi e difesi contro qualsiasi invasore. Si può affermare che la colonia tipo sia costituita da 10-20 individui: un maschio alfa, il suo harem composto da 2-5 femmine, numerosi maschi giovani e alcuni maschi subordinati.
  • Riproduzione: i topi sono in grado di riprodursi durante tutto l'anno, nel caso in cui il cibo sia disponibile con continuità, la femmina può partorire e rimanere nuovamente gravida praticamente in continuazione, con un massimo di quindici parti annuali.
QUALI SONO RODITORI IN ITALIA?

Dal punto di vista sanitario i roditori di maggiore interesse sono, oltre al Topolino domestico (Mus musculus) sono:
  • Ratto dei tetti – ratto nero (Rattus rattus)
  • Surmolotto – ratto di fogna- pantegana (Rattus norvegicus)
  • Nutria (Myocastor coypus)
  • Arvicola - Topolino di campagna (Microtus arvalis
 
CURIOSITÀ

Già nell’antica Grecia il topolino era fonte di ispirazione, tant’è che Esopo scrisse una delle sue favole proprio su di lui: "Il topo di città e il topo di campagna".
Un giorno il topo di città andò a trovare il cugino di campagna. Questo cugino era di modi semplici e rozzi, ma amava molto l'amico di città e gli diede un cordiale benvenuto. Lardo e fagioli, pane e formaggio erano tutto ciò che poteva offrirgli, ma li offrì volentieri. Il topo di città torse il lungo naso e disse:
- Non riesco a capire, caro cugino, come tu possa tirare innanzi con un cibo così misero ma certo, in campagna non ci si può aspettare di meglio. Vieni con me, ed io ti farò vedere come si vive. quando avrai trascorso una settimana in città, ti meraviglierai di aver potuto sopportare la vita in campagna!
Detto fatto, i due topi si misero in cammino e arrivarono all'abitazione del topo di città a notte tarda.
- Desideri un rinfresco, dopo un viaggio così lungo? - domandò con cortesia il topo di città; e condusse l'amico nella grande sala da pranzo. Qui trovarono i resti di un ricco banchetto e si misero subito a divorare dolci, marmellata e tutto quello che c'era di buono.
Ad un tratto udirono dei latrati.
- Che cos'è questo? - chiese il topo di campagna.
- Oh, sono soltanto i cani di casa - rispose l'altro.
- Soltanto! - esclamò il topo di campagna. - Non amo questa musica, durante i pasti. -In quell'istante si spalancò la porta ed entrarono due enormi mastini: i due topi ebbero appena il tempo di saltar giù e di correre fuori.
- Addio, cugino - disse il topo di campagna.
- Come! Te ne vai così presto? - chiese l'altro.
- Si - replicò il topo di campagna:
"Meglio lardo e fagioli in pace che dolci e marmellata nell'angoscia."
 
Di incerta attribuzione è invece la Batracomiomachia, un poemetto giocoso nel quale si narra una guerra combattuta tra topi e rane, che veniva generalmente attribuita ad Omero. La trama: il re delle rane Gonfiagote persuade il timoroso Rubabriciole, figlio del re dei topi Rodipane, a montare sulle sue spalle per visitare il lago, assicurandolo che non correrà pericoli. Tuttavia, appare all'improvviso un serpente d'acqua e Gonfiagote, per sfuggirgli, si immerge, facendo così annegare Rubabriciole. La guerra scoppia immediatamente, e proprio quando la vittoria sembra ormai dei topi, Zeus scaglia il suo fulmine, e allo stesso tempo i granchi, giunti sul campo di battaglia, annientano alcuni topi facendoli a pezzi, mentre altri fuggono in preda al panico.