Che infestante è? La zanzara delle risaie
Una delle specie che ultimamente desta maggiori preoccupazioni per l’elevata mobilità degli adulti e per la molestia è rappresentata da Ochlerotatus caspius, favorita dall’alternanza di asciutte e sommersioni tipica dell’odierna gestione delle pratiche risicole. Questa specie insieme alla Aedes albopictus è quella che provoca più disagio nelle pianure italiane per il fatto che punge all'alba e al crepuscolo, ma spesso anche in pieno giorno, e perché le sue punture sono piuttosto fastidiose.

PERCHÉ BISOGNA CONOSCERLA E COMBATTERLA
  • La chiamano zanzara delle risaie perché depone le uova sul terreno asciutto o appena umido. Qui le uova possono attendere, quiescenti, anche per molti mesi prima di schiudere e liberare le larve.
  • A ogni oscillazione dell’acqua corrisponde una schiusa di uova: laddove si prativa agricoltura per allagamento come nelle risaie le generazioni si moltiplicano.
  • Si sviluppa anche in acque salmastre, ossia nelle acque delle lagune, di stagni costieri in comunicazione permanente o temporanea con il mare, nelle acque degli estuari o in quelle di insenature marine che ricevono grande apporto di acque dolci.
  • Vola lontano: grazie alle eccezionali doti di ottima volatrice e all’aiuto dei venti, arriva anche a oltre 20 km dai focolai larvali di sviluppo, diventando un vettore difficile controllare e contenere.
  • È un vettore di malattie, in particolare WNV e filariosi canina.
PECULIARITÀ
E’ tipica dei suoli ad allagamento temporaneo le cui uova durevoli sono deposte sul terreno e sulle sponde nella fase di ritiro delle acque: risaie, fossi e scoline in area agricola, prati, bassure, valli, radure, delle aree naturali e di quelle rurali sommerse temporaneamente dalla pioggia o artificialmente sono esempi dei suoi focolai larvali.
Dopo le sommersioni si originano vere e proprie ondate in grado di invadere i centri abitati e le campagne causando non poca molestia.
 
 
 
È UNA Ochlerotatus caspius SE:
È una zanzara di medie dimensioni, di colore bruno chiaro, quasi grigio.
  • La colorazione è dovuta all’abbondanza di scaglie biancastre che formano un caratteristico disegno a “crocette chiare” sull’addome: i segmenti presentano una banda mediana e due laterali chiare e continue, molti segmenti portano anche bande chiare trasversali.
  • Le zampe presentano una tipica striatura chiara facilmente visibile anche a occhio nudo.
  • Le ali hanno nervature ricoperte di scaglie giallastre e scure.
Il suo nome esatto è:
Ochlerotatus (Ochlerotatus) caspius (Pallas, 1771)

Se vive nella risaia, ma è stanziale (resta nei pressi della risaia) e non è particolarmente molesta… è una Culex modestus.

CICLO VITALE
Ochlerotatus caspius depone le uova sul terreno asciutto o appena umido. Qui le uova possono attendere, quiescenti, anche per molti mesi prima di schiudere e liberare le larve. La schiusa viene indotta esclusivamente da una successiva sommersione dell’uovo sufficientemente duratura (generalmente conseguente all’accumulo sul terreno di acqua piovana o di acqua derivante da esondazioni di fiumi, torrenti, canali o bagnature di colture irrigue).
Lo sviluppo larvale può richiedere circa due settimane nei periodi primaverili più freddi, ma può anche esaurirsi in 4-5 giorni durante i mesi più caldi dell’estate.
Gli stadi alati inoltre sono molto longevi (possono sopravvivere per l’intera stagione estiva) e sono ottimi volatori.
La zanzara di risaia trascorre l’inverno sotto forma di uovo deposto sul terreno.
 
IL COMPORTAMENTO 
Le femmine adulte di Ochlerotatus caspius pungono sia durante il giorno che durante la notte, con un picco di attività nelle ore più fresche della giornata e al crepuscolo; esse mostrano un elevato grado di antropofilia e possono essere fonte di fastidio per l’uomo e gli animali domestici.
Generalmente si tratta di una specie esofila che punge soprattutto all’aperto, ma in presenza di densità elevata di persone non sono rari i casi di rinvenimento all’interno delle abitazioni.
Le popolazioni alate di Ochlerotatus caspius sono tuttavia ampiamente composte anche da individui migranti dalle principali aree riproduttive extracomunali (colture agricole irrigue in generale e risicole in particolare). Nelle città i focolai, per lo più occasionali, sono localizzati nelle più grandi aree verdi, possono attivarsi a seguito delle precipitazioni primaverili ed estive di maggiore intensità.
Il picco massimo di presenze nelle zone risicole avviene nel mese di luglio, in generale l’attività degli adulti cessa all’inizio dell’autunno.
 
DISTRIBUZIONE
Ochlerotatus caspius è una specie paleartica molto comune in Italia, soprattutto nelle regioni risicole e costiere: si sviluppa anche in paludi costiere con acque salmastre poiché sa adattarsi a vari gradi di salinità. 
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