La rondine e il suo fascino immortale
Un uccellino che col suo volo spensierato e il suo cinguettio porta tanta allegria, la rondine è l'immagine della gioia e della primavera.

Quando non esisteva un sistema per la misurazione del tempo, gli uomini affidavano alla natura la misura della vita e della sua ciclicità. La rondine portava la primavera, tant’è che la saggezza popolare ha creato il detto “a san Benedetto c’è una rondine sotto il tetto”: l’arrivo delle rondini era atteso infatti per programmare la semina e l’inizio di tutte le attività collegate al risveglio della natura e al suo ricominciare a dare vita.
 
La Rondine
La rondine che abita le nostre zone si chiama Hirundo rustica o rondine comune, è un uccello piccolo e agile, lungo circa 18-19,5 cm con ali di 12–13 cm, la coda è lunga, biforcuta; il becco è piccolo. Ha la gola e la fronte arancione scure, il ventre giallo pallido e il dorso scuro e iridescente.
 
Dove nidifica?
Al giorno d’oggi le rondini nidificano quasi esclusivamente in habitat creati dall’uomo: dentro o sopra le costruzioni, preferibilmente dentro fabbricati agricoli, ossia in tutti quei luoghi che le ricordano il suo habitat naturale: le pareti rocciose con nicchie e cavità e le pareti d’argilla.

Di cosa si nutre?
Le rondini sono insettivore, mangiano mosche, vespe, cavallette, grilli, libellule, coleotteri, falene e altri insetti volanti.
Cacciano la maggioranza delle loro prede in volo e sempre in volo sanno alimentare i loro piccolo al nido. Bevono acqua sfiorando la superficie degli specchi d’acqua mentre sono in volo. 
Le rondini sono cacciatrici opportuniste: seguono trattori a aratri, catturando gli insetti disturbati dai macchinari.
 
Abitudini
Le rondini sono animali monogami: le coppie si formano ogni primavera dopo l’arrivo nelle zone dove si riproducono. Spesso le coppie che hanno nidificato con successo si riformano ad ogni primavera per diversi anni. I maschi cercano di attirare le femmine mettendo in mostra le loro code distese e cantando.  Di solito le rondini si riproducono tra maggio e agosto, ma questo periodo può variare molto a seconda del posto.
Il nido di fango è attaccato su travi o muri, paglia o crini di cavallo sono inseriti a costituire il nido, che è modellato con le penne. Il nido contiene 4-5 uova bianche lunghe 3,2 cm con macchie marroni e lilla. L’incubazione dura 13-17 giorni.
Gli adulti non accoppiati si associano spesso a una coppia nidificante, questi “aiutanti” di solito non danno da mangiare ai giovani, ma possono essere di grande aiuto nella costruzione del nido e nella sua difesa, nell’incubazione e per la cova. Gli “aiutanti” sono soprattutto maschi e possono riuscire ad accoppiarsi con la femmina residente, dando luogo alla poliginia.  Durante l’allevamento dei piccoli, i genitori possono dare da mangiare ai piccoli fino a 400 volte al giorno. Il cibo che le rondini danno ai loro pulcini è costituito da insetti compressi in palline trasportate al nido dentro la gola dei genitori.  
La migrazione
Causata dai cambiamenti del clima e delle terre emerse alla fine dell’ultima era glaciale, la migrazione delle rondini è vecchia di almeno 15.000 anni ed è ancora in evoluzione.
In inverno le rondini europee migrano in Sud Africa. Viaggiano in enormi stormi percorrendo fino a 11.000 km.  Partono verso settembre in relazione alle condizioni metereologiche e alla disponibilità di cibo, viaggiano attraverso la Francia occidentale, lungo i Pirenei e giù per la Spagna orientale fino a raggiungere il Marocco. Allora iniziano il lungo viaggio attraverso il deserto del Sahara, continuano a sud attraverso Algeria, Nigeria e Chad per attraversare l’equatore e arrivare nella Repubblica Democratica del Congo a novembre.  Non tutte però migrano secondo questo percorso, alcuni uccelli preferiscono seguire la più lunga costa dell’Africa per evitare il deserto del Sahara, mentre altre rondini europee viaggiano più ad est per la valle del Nilo. Le rondini in migrazione possono ricoprire fino a 322 km al giorno, a una velocità di circa 32,2 chilometri all’ora, sono migranti diurne, viaggiando quasi a livello del suolo e sfiorando le onde.  Il viaggio di ritorno in Europa comincia ai primi di marzo.
 
Vola in città? Non è una rondine!
Sfrecciano nelle sere d’estate staccandosi e tornando dai campanili, riempiendo di gridi l’aria: si tratta di rondoni. In periferia sono balestrucci. Le rondini preferiscono la campagna, perché la loro presenza è legata ai grandi mammiferi: in Africa possono essere bufali, gazzelle, in Europa mucche e cavalli.
Come riconoscere rondine, rondone e balestruccio?
In primavera non è solo la rondine a tornare nei nostri cieli, insieme a lei è possibile avvistare anche i balestrucci e i rondoni. L’evoluzione però ha voluto che queste tre specie si somigliassero proprio perché specializzare a nutrirsi di insetti durante il loro volo. Però, mentre la rondine e il balestruccio appartengono allo stesso ordine (Passeriformi) i rondoni (rondone comune, rondone pallido, rondone maggiore) appartengono a un ordine completamente diverso (Apodiformi).
La rondine ha una coda lunga e biforcuta, un becco piccolo e il dorso scuro iridescente che può sembrare bluastro. La caratteristica più riconoscibile sta nella gola e nella fronte che sono di colore arancio scuro, quasi rosso. Il balestruccio invece, anche se di forma e dimensione molto simile, ha la parte superiore del corpo di un nero brillante mentre collo, gola e ventre sono bianchi. Infine c’è il rondone comune che si differenzia da rondini e balestrucci per le sue tipiche ali lunghe e strette “a falce” e ha una colorazione nera e la gola bianca.
 
La LIPU, per aiutare a mantenere la popolazione di rondini, propone all’attenzione delle amministrazioni comunali la seguente bozza di delibera, un atto da adottare per contribuire efficacemente alla salvaguardia dell’ambiente naturale.
https://www.montagneaperte.it/ambienteebiodiversita/fauna/lipu-rondini-e-delibera-salvarondini/