Che infestante è? La Vespa
Vespe e calabroni non sono considerati “infestanti” in senso stretto, perché fanno parte della normale fauna naturale, però la loro presenza nei contesti frequentati dalle persone può risultare problematica a causa dell’aggressività di questi insetti, che si manifesta soprattutto nelle immediate vicinanze del nido e può coinvolgere un numero importante di esemplari.
Per evitare le pericolose conseguenze di una reazione di massa suscitata da azioni improprie e frutto dell’improvvisazione, è consigliabile affidare l'eliminazione dei nidi a personale tecnico esperto e preparato.
 
CICLO VITALE
Vespe e calabroni sono Imenotteri sociali che originano famiglie costituite da centinaia o talvolta migliaia di operaie. Le famiglie hanno però durata annuale: in autunno le operaie muoiono, il nido viene abbandonato e la sopravvivenza è affidata a nuove regine svernanti, che superano l'inverno nascoste in luoghi riparati dai quali usciranno solo a primavera per fondare ognuna una nuova famiglia e un nuovo nido. Per prima cosa da sola e cresce la prima generazione di operaie. Una volta nate, queste espanderanno il nido fino a quando la colonia raggiungerà il picco di taglia e popolazione. A quel punto iniziano a nascere maschi e future regine, che lasceranno il nido per accoppiarsi preferibilmente con esemplari non imparentati. Le nuove regine, dopo l’accoppiamento, andranno a cercarsi un posto per svernare e ripetere il ciclo nella primavera successiva. Tutti gli altri esemplari, cioè le operaie, I maschi e la regina vecchia moriranno con I primi freddi.
 
I NIDI
I nidi sono costruiti utilizzando una sorta di “cartone” ottenuto masticando e impastando con la saliva particelle di legno raschiate con l'apparato boccale da rami, travi, etc. Non di rado vengono riciclati e utilizzati anche frammenti di carta e cartone e vecchi nidi se risultano già presenti e disponibili nell'ambiente circostante.
I nidi sono suddivisi in celle esagonali che servono per la deposizione delle uova, lo sviluppo delle larve e la protezione delle pupe prima della metamorfosi finale.
Tutte le vespe sociali hanno la tendenza a costruire I propri nidi accanto a nidi vecchi risalenti ad annate precedenti: se un punto è stato scelto in precedenza come sito idoneo alla fondazione di un nido, allora è probabile che lo sia ancora. Questo porta spesso alla colonizzazione dello stesso sito da parte di più colonie in anni diversi.
 
ALIMENTAZIONE
Gli adulti si nutrono di sostanze zuccherine (nettare, frutta matura), mentre le larve hanno bisogno di essere alimentate con cibi proteici (altri insetti, frammenti di carne o pesce).
 
PUNGIGLIONE
Il pungiglione delle vespe, a differenza di quello delle api, non presenta dentellature e di conseguenza non rimane incastrato nell'epidermide, ragion per cui ogni esemplare è in grado di infliggere numerose punture senza danneggiarsi nel farlo. Ma questo non significa che pungano senza una valida ragione! Pungere per loro è un atto di difesa. Lo fanno quando il loro nido viene disturbato o quando sono esse stesse minacciate. La nostra sfera sensoriale è differente da quella di una vespa, per cui è facile che loro interpretino come una minaccia qualcosa di cui noi non ci accorgiamo nemmeno. Ad esempio alcuni cosmetici sono stati banditi da molti mercati perché contenenti molecole che imitano I feromoni di allarme delle vespe.

Vespa di terra (Vespula germanica)
È una delle vespe più comuni e diffuse nel nostro paese.
È una vespa aggressiva, dalle abitudini alimentari prettamente carnivore. Alimenta le proprie larve con insetti che cattura e rinchiude nel favo con le proprie uova, affinché le larve che usciranno possano in seguito nutrirsene.
È considerato un insetto dall'impatto negativo, soprattutto nell'ambito della frutticoltura, perché non disdegna di nutrirsi di frutta matura e dolce, sebbene sotto certi aspetti possa essere considerato un insetto utile nella lotta biologica contro alcuni parassiti.
Costruisce nidi cartacei, talvolta di dimensioni notevoli, all'interno di cavità preesistenti (muri, cassonetti delle tapparelle) o in tane scavate nel terreno. Ogni famiglia, a fine stagione, può essere costituita da alcune migliaia di esemplari.
Ha un carattere decisamente irritabile e aggressivo, e la puntura è piuttosto dolorosa. La reazione ad una possibile minaccia al nido, oltre ad essere rapida e violenta, è assai pericolosa in quanto può coinvolgere un numero molto elevato di esemplari. Quando siamo ad un pranzo all’aperto, oppure al mare, o apriamo una lattina di una bibita dolce all’aperto esse saranno attirate dall’odore dolce e proveranno ad atterrare per prenderne un po’, questo aumenta molto il rischio che un nostro movimento brusco le intrappoli in qualche modo e le induca a pungere per liberarsi.
Vespa cartonaia (Polistes gallicus) 
È la specie di vespa più diffusa e conosciuta, in quanto tendenzialmente costruisce i suoi nidi caratteristici bene in vista al di sotto delle travi e dei cornicioni delle nostre abitazioni, di solito sul lato della casa esposto al sole. I nidi di solito non raggiungono grandi dimensioni e la famiglia ben difficilmente supera il centinaio di componenti.
È una vespa molto minacciosa, ma in realtà non particolarmente aggressiva, che generalmente punge soltanto in casi di pericolo per il nido o se schiacciata inavvertitamente. Talvolta, invece di pungere, pizzica dolorosamente la pelle con le forti mandibole. Un caso tipico con le vespe cartonaie (Polistes) è quando stiamo camminando nell’erba o stiamo potando una siepe in giardino e ad un tratto una o più vespe spuntano dal nulla e ci pungono. Probabilmente quella siepe o cespuglio ospitava il loro nido, per cui le vespe hanno interpretato le vibrazioni da noi causate come una minaccia contro la loro colonia. I loro nidi sono in genere ben nascosti, per cui molto spesso neanche ci accorgiamo che le stiamo importunando.
 

Calabrone (Vespa crabro)
Ha l'aspetto e la livrea di una grossa vespa. Sono insetti notevolmente minacciosi e aggressivi, capaci di infliggere punture assai dolorose e potenzialmente pericolose, soprattutto se multiple o in caso di sensibilità soggettiva al veleno.
I calabroni costituiscono i nidi delle dimensioni finali di un pallone da basket o anche più grandi, sfruttando generalmente cavità già esistenti, quali tronchi d'albero cavi, canne fumarie di camini, nidi a casetta per uccelli o cassonetti delle tapparelle, ma talvolta anche in posizioni molto più esposte. Ogni nido può contenere fino ad alcune centinaia di individui, intenti a prendersi cura della prole, procurare il cibo, o fare la guardia contro possibili nemici.
Gli adulti sono fortemente attratti dalle fonti luminose, e ciò può costituire un serio problema quando un
nido è posizionato nelle vicinanze di abitazioni in quanto, durante le ore notturne, i calabroni tenderanno a dirigersi verso lampade, finestre illuminate, etc.

CURIOSITÀ
 
Che utilità hanno le vespe?
Le vespe e quindi anche i calabroni, che sono un tipo di vespa, sono predatori di altri artropodi: si nutrono di bruchi e altre larve fitofaghe, mosche, piccole falene, rincoti, ortotteri e vari altri insetti che in grandi numeri sono considerati fastidiosi per l’uomo e/o dannosi per la vegetazione, naturale e coltivata.
Le vespe e i calabroni hanno un ruolo ecologico non indifferente, pressoché insostituibile. La loro diminuzione o assenza avrebbe probabilmente conseguenze sfavorevoli, perché implicherebbe una rapida proliferazione delle loro prede e ciò farebbe risentire la vegetazione. Inoltre sono validi impollinatori di molte piante a fiore “semplice”, come le ombrellifere o l’edera. Alcune specie, specialmente nel genere Vespula, sono anche saprofagi che ripuliscono in brevissimo tempo carcasse, avanzi di cibo e simili, impedendo loro di marcire e generare pericolose infezioni.
 
Perché la Vespa Piaggio si chiama proprio Vespa?
La Vespa è uno dei prodotti di disegno industriale più famosi al mondo nonché più volte utilizzato come simbolo del design italiano. La Vespa è stata esposta nei musei di design, arte moderna, scienza & tecnica e trasporti di tutto il mondo. Secondo la versione più famosa il nome "Vespa" sarebbe nato da un'esclamazione di Enrico Piaggio che alla vista del prototipo esclamò: «sembra una vespa!», per via del suono del motore e delle forme della carrozzeria che vista dall'alto la rendono somigliante all'insetto, con la parte centrale molto ampia per accogliere il guidatore e dalla “vita” stretta, d’altro canto è stata progettata dall'ingegnere aeronautico Corradino D'Ascanio, progettista di alcuni modelli sperimentali di elicotteri e uomo che "detestava le motociclette", reputato quindi da Enrico Piaggio come la persona ideale per inventare qualcosa di completamente nuovo. D'Ascanio detestava dover scavalcare una moto per sedervisi sopra, così sfruttò le sue conoscenze di progettista aeronautico per inventare la prima moto a scocca portante, priva di struttura tubolare in acciaio e, grazie a questo, priva di tunnel centrale.