Appunti di viaggio – maggio tempestoso - luglio troppo afoso: Tappa all’ombra riflettendo su calore e resilienza… gli infestanti sono più bravi di noi?
Al momento il termometro segna 39°C con umidità 70%, condizione ottimale per digressioni mentali di un certo spessore…se noi cerchiamo di resistere a questo calore, cosa può succedere agli infestanti? 

Prima di tutto dobbiamo definire cosa intendiamo per resistenza e resilienza. Ci può venire in aiuto Crawford Holling: in ecologia si parla di resistenza per definire la capacità di un sistema ecologico di essere refrattario ai cambiamenti, quindi, difficilmente alterabile. Invece con il termine resilienza si indica la capacita del sistema di assorbire un'interferenza perturbante riorganizzandosi di pari passo con il cambiamento che avviene. Detta riorganizzazione ha dunque scopo di mantenere inalterata la vitalità delle funzioni e delle strutture del sistema stesso.

Presa da queste considerazione di carattere ecologico ho letto un articolo molto interessante scritto da Fulvia Pinto e intitolato: “Isola di calore e resilienza urbana: strategie di mitigazione e di adattamento della città ai cambiamenti climatici”. In particolare “Il più noto degli impatti dell’urbanizzazione sul clima locale è l’isola di calore urbana (Urban Heat Island - UHI). Tale termine indica il fenomeno che produce temperature più elevate nelle aree urbane rispetto alle zone periferiche e rurali limitrofe”. Emerge dagli studi che la maggiore intensità della UHI si trova nelle zone ad alta densità edilizia, mentre le superfici idriche o coperte da vegetazione sono caratterizzate da intensità inferiori. L’entità del fenomeno varia a seconda delle condizioni atmosferiche, della stagione e dell’ora del giorno. Sembra logico supporre che la presenza di ISOLE DI CALORE importanti provochi fenomeni di adattamento all’ambiente anche da parte degli infestanti, che di conseguenza variano i cicli biologici e/o le abitudini comportamentali. Sono evidenti da alcuni anni comportamenti diversi da parte dei nostri infestanti che popolano anche habitat diversi rispetto a prima.

Quindi ci troviamo un’ennesima volta a far fronte ad un cambiamento: il nostro settore, per anni immutato, sembra dover (e non voler) cambiare in tutti i suoi aspetti e in tutte le sue dinamiche ad una velocità che è purtroppo paragonabile all’accelerazione intervenuta per surriscaldamento globale, che come ci riferiscono ormai innumerevoli ricerche, comporterà cambiamenti più veloci e più prossimi di quello che si pensava anche solo pochi anni fa. 

Ecco, ci troviamo non solo a fare i conti con le riclassificazioni dei prodotti, le prospettive di diverso utilizzo di principi attivi che ci accompagnano nel nostro e nel lavoro del PCO da più di vent’anni, non solo con evidenze di resistenze maturate da alcuni infestanti nei confronti di alcune molecole, ma anche ad un ulteriore adattamento che gli infestanti sarebbero in grado di mettere in atto prima e più velocemente di noi. 
Che fare? Relazionarsi, raccogliere informazioni sul territorio, ricostruire quella rete di feed back che ci permetta di individuare ulteriori “tattiche vincenti” nell’applicazione dei prodotti. 

Sempre di più il know how dell’applicatore sarà indispensabile, corredato da una specifica e approfondita formazione e informazione che viaggino sui binari del rapporto AZIENDA – CLIENTE, che permettano di andare oltre alle consuetudini e alle abitudini finora consolidate. Il PCO sarà ancor di più determinante se tecnicamente preparato, inserito in una rete comunicativa allargata che prevalga sulla gelosia dell’impresa e che permetta di affinare e consolidare importanti risultati applicativi. 

Se l’infestante si adatta, chi lavora e si professionalizza per riuscire a debellarlo dovrà utilizzare risorse ancor più efficaci nella lotta allo stesso, sinergie fondamentali per fare dell’adattamento a cui si è obbligati un’opportunità di successo ulteriore.
 
Crawford Holling (n.1930) ecologista canadese e professore in scienze ecologiche presso l'Università della Florida.

Fulvia Pinto DAStU - Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, Politecnico di Milano.

Debora Cazzaro
Amministratore Unico