CHE INFESTANTE È? La cimice dei letti
La cimice dei letti (Cimex lectularius) è un artropode ectoparassita ematofago dell’uomo e di altri mammiferi e uccelli. Il suo antico rapporto con l’uomo risale ai primordi della razza umana. Quasi del tutto assente nelle cronache scientifiche, per buona metà del XX secolo, la cimice dei letti, a partire dagli anni ‘90, è improvvisamente ricomparsa sulla scena internazionale, divenendo uno dei più diffusi insetti nocivi di questi ultimi anni.
 
IN BREVE:
  • Dimensioni: fino a 6-8 mm (adulto)
  • Colore: rossiccio / marrone
  • Alimentazione: insetto ematofago, si nutre preferibilmente di sangue umano, in caso di bisogno si adatta ad altri mammiferi o uccelli.
  • Ciclo vitale: prevede lo stadio di uovo, cinque stadi ninfali e l'adulto. Ogni stadio ninfale svolge attività ematofaga obbligata, necessaria alla muta allo stadio successivo. La temperatura ottimale si attesta sui 30 °C. In queste condizioni un intero ciclo uovo-adulto si compie in circa 24 giorni. Una femmina può produrre nel corso della propria vita circa 200-300 uova.
  • Ambienti tipici: alberghi, pensioni, ostelli, comunità, abitazioni, mezzi di trasporto (aerei, treni, autobus, navi).
 
 
RIPRODUZIONE: Inseminazione traumatica
La fisiologia della riproduzione nella cimice dei letti è decisamente importante per le ripercussioni che mostra nella dinamica di crescita di una popolazione e sulle strategie di controllo che vengono utilizzate per contrastare questo insetto nocivo.
Il meccanismo d’inseminazione prevede una vera e propria perforazione dell’addome della femmina da parte dell’organo riproduttore maschile, cui segue l’iniezione dello sperma direttamente in cavità emocelica. Viene definita inseminazione traumatica proprio per il trauma cuticolare a carico della cuticola addominale della femmina. Questo tipo d’inseminazione garantisce un certo vantaggio perché i maschi possono accoppiarsi molte volte, aumentando così le probabilità che i loro spermatozoi fecondino un maggior numero di cellule uovo.

 
SEGNI D’INFESTAZIONE
I segni d’infestazione che possono essere osservati in corso d’ispezione sono fondamentalmente: 
  • Tracce di esuvie, cimici morte e frammenti corporei: osservabili nelle aree vicine al focolaio di sviluppo o direttamente nei rifugi dove si nasconde la popolazione di cimici;
  • Macchie fecali: sono delle piccole macchie costitute da sangue digerito di colore nerastro (la colorazione può variare dal marroncino al nero), generalmente raggruppate. Si rinvengono spesso lungo le cuciture e gli angoli dei materassi, su eventuali doghe in legno, specialmente lungo le loro estremità, e in ogni altro luogo dove le cimici sostano o si nascondono;
  • Uova: le uova sono di colore crema, di forma ovale lunghe circa 1 mm, si osservano nei luoghi al riparo dalla luce dove le cimici si nascondono
  • Odore dolciastro: in un ambiente infestato da una popolazione molto grande di cimici può essere avvertito un odore caratteristico tipicamente dolciastro.
ATTENZIONE: Qualsiasi fessura o intercapedine può essere usata per l'annidamento: si possono trovare cimici nascoste dietro i quadri, nelle rilegature di libri, nei paralumi degli abat-jour, all'interno di condizionatori e televisori, dietro i battiscopa… L'ispezione dev'essere estremamente accurata e scrupolosa, non bisogna tralasciare nessuna possibilità.
 
 
DINAMICHE DI UNA INFESTAZIONE
Il fenomeno dell’infestazione costituisce un evento complesso le cui dinamiche di svolgimento possono essere distinte in quattro diverse fasi:
  1. Introduzione - La via principale è rappresentata da persone o oggetti venuti in contatto con un ambiente infestato e che trasportano con sé degli esemplari di Cimex lectularius e/o loro uova. Persone che soggiornano in ambienti infestati possono così inconsapevolmente permettere alle cimici di nascondersi nelle loro valigie o nei vestiti, trasportando in seguito gli insetti in altri luoghi.
  2. Insediamento - Il tigmotattismo positivo e il fototropismo negativo tipici di questi insetti spingono le cimici a rifugiarsi in luoghi angusti e privi di luce, generalmente luoghi posti nelle immediate vicinanze del proprio ospite.  In particolare sono preferite le zone lungo le cuciture dei materassi e le parti terminali delle doghe in legno, ma anche le reti in metallo possono fornire molti nascondigli, come pure lo spazio tra la testata dei letti e il muro; nei treni e negli aerei le zone maggiormente colonizzate sono gli interstizi delle poltrone o delle cuccette. 
  3. Crescita - In presenza di nutrimento e condizioni ambientali idonee le cimici dei letti si riproducono rapidamente, soprattutto in relazione alla temperatura degli ambienti.
  4. Diffusione In una popolazione in crescita solitamente una parte degli individui si trasferisce in altri siti posti nelle vicinanze del focolaio primario. Questa diffusione può avvenire passivamente, spostando oggetti o arredi o indumenti infestati, oppure attivamente tramite il movimento di alcuni individui che, in modo più o meno casuale, trovano altri rifugi in cui nascondersi; è stato accertato che le femmine appena fecondate rispondono negativamente al feromone di aggregazione emesso dalla colonia, è quindi comune trovarle in nuovi ambienti al di fuori della colonia principale. 
COME TROVANO LA VITTIMA
In condizioni di scarsa luminosità, le cimici abbandonano i loro nascondigli e si dirigono assai rapidamente verso la vittima, guidate dal calore corporeo e dalle emissioni di anidride carbonica. Una volta raggiuntala, perforano un punto della pelle esposta, si saziano di sangue e ritornano al riparo.
COME RICONOSCERE IL MORSO DELLA CIMICE DEI LETTI
La più comune sintomatologia cutanea derivata dalla puntura delle cimici dei letti è caratterizzata dall’insorgenza di lesioni eritematose o maculo-papulari di 2-5 mm di diametro, generalmente pruriginose, le quali si risolvono in una settimana, se non intervengono complicazioni batteriche secondarie da grattamento.
Le cimici mordono seguendo uno schema preciso e inconfondibile: sebbene alcune punture possano essere isolate, la maggior parte si raggruppa in file di 3-5 morsi, per questo sono chiamate con il termine di “colazione, pranzo e cena”, oppure si riuniscono in grappoli di ponfi arrossati.
A causa del ripetuto grattamento le papule possono infettarsi, perché sotto le nostre unghie vivono molti batteri patogeni, e la sintomatologia può aggravarsi sfociando in follicolite, cellulite, impetigine, linfangite, ecc.
I sintomi possono manifestarsi in qualunque momento, da poche ore a più di una settimana dopo il morso. Le punture delle cimici da letto hanno un lungo periodo di incubazione: i segni visibili di un morso possono manifestarsi anche 10 giorni dopo la puntura stessa. Le regioni del corpo maggiormente punte sono quelle scoperte: il viso, il collo, le mani e gli arti, ma a volte possono essere generalizzate.

ATTENZIONE!
Puoi curare le punture d'insetto anche se, in genere, fanno il loro corso nel giro di una settimana o due. Se, però, non hai trattato l'infestazione, continuerai a essere punto.

PROBLEMI DERIVATI DALLA PRESENZA DI CIMICI
Non vi sono prove concrete che dimostrino la competenza vettoriale della cimice dei letti e quindi l’effettiva capacità nel trasmettere vettorialmente microrganismi patogeni all’uomo (Delaunay, Blanc, Del Giudice, Levy-Bencheton, Chosidow, & Marty, 2011).
Raramente possono essere osservate reazioni d’ipersensibilizzazione sistemiche tra cui asma, urticaria generalizzata e shock anafilattico (Kemper, 1929) (Bircher, 2005) (Sternberg, 1929) (Parson, 1955).
Alcune persone possono sviluppare, se punte ripetutamente per un certo periodo, una “sindrome da sensibilizzazione” con lo sviluppo di sintomi di natura psicologica, come nervosismo, irritabilità e insonnia. Uno studio del 2009 negli Stati Uniti ha evidenziato che su 474 persone con infestazione accertata da cimice dei letti il 22% lamentava uno “stress emozionale”, il 20% “ansietà” e il 14% “stress” (Potter & al., 2010).
In luoghi fortemente infestati possono verificarsi casi di congiuntivite, rinite o asma bronchiale causati da allergeni volatili provenienti dalle cimici (Abou Gamra, El-Shayed, Morsy, Hussein, & Shehata, 1991) (Sternberg, 1929) (WanZhen & KaiShong, 1995) (WanZhen & KaiShong, 1997).
 
COME PULIRE LE MACCHIE DELLE CIMICI DEI LETTI
Le macchie sono di origine organica, per la massima parte si tratta di resti di sangue “digerito” una buona soluzione consiste nell’applicare sulle macchie l’acqua ossigenata (perossido di idrogeno al 3-5%) e poi lavare in acqua fredda la biancheria (attenzione il calore fissa le macchie sui tessuti, meglio non superare i 30°C). Questo metodo è applicabile anche alle superfici, usando l’acqua ossigenata e un panno in microfibra.