“CHE INFESTANTE È?” La formica rizzaculo
La Crematogaster scutellaris è una formica di medie dimensioni (4-6 mm di lunghezza) con la testa rossa o arancione e l'addome nero a forma di cuore.
Nidifica prevalentemente sugli alberi morenti, sotto le cortecce degli alberi ma non disdegna le fessure dei muri.
È chiamata anche "formica rizzaculo" perché in caso di allarme, come un attacco di altre formiche, tende ad inarcare l'addome sopra la testa per secernere delle gocce di veleno. Questa sostanza emana un forte odore pungente che pregna l'aria circostante.
Nome scientifico: Crematogaster scutellaris oppure Cremastogaster scutellaris
Nome comune: formica rizzaculo


Tassonomia:
Tribù: Crematogastrini;
Genere: Cremastogaster;
Sottogenere: Crematogaster
Specie: Crematogaster scutellaris (Olivier, 1792)
SE
È totalmente nera, la dimensione delle operaie presentano è di circa 3 - 5 mm e la regina può arrivare a 9 mm.
ALLORA è una Lasius niger (formica nera)
Specie estremamente adattabile, monoginica, forma colonie con un numero variabile di individui. Periodo di sciamatura: da fine di giugno fino agli inizi di settembre. Crea formicai preferibilmente nella terra; le pupe, che richiedono più calore e umidità minore, sono poste sotto sassi e legni riscaldati dal sole. Si nutre di melata, insetti e aracnidi di piccole e medie dimensioni.
DISTRIBUZIONE
La Crematogaster scutellaris è ampiamente diffusa in zone relativamente calde: è molto comune nelle zone mediterranee (Europa meridionale, Nord Africa e Medio Oriente), ma si adatta anche in condizioni di ambiente più freddo, il commercio del legname ha portato alla sua introduzione in Germania e nei Paesi Bassi.
In Italia sono presenti altre specie del gen. Crematogaster: C. laestrygon (Sicilia), C. schmidti (nord est) e C. sordidula (Sicilia, aree mediterranee).
DI COSA SI NUTRE?
È ghiotta di sostanze zuccherine e insetti.
Le operaie di Crematogaster scutellaris allevano e proteggono colonie di afidi per la melata, secrezione zuccherina che rappresenta un substrato alimentare fondamentale per la nutrizione.

Nell'immagine: Arre, parete esterna uffici I.N.D.I.A., 11 maggio 2017. Test di Magnum Gel Formiche su Crematogaster scutellaris
STRUTTURA DELLA COLONIA
La colonia è monoginica, cioè è una specie in cui le colonie hanno una sola regina fecondata e mai di più.
Regina: 8-9 mm nera con capo rosso cupo (immagine a destra). Longevità: 20 anni. 
Operaie: monomorfe, 4-6 mm, nere con capo rosso; antenne a 11 segmenti con clava di 3; 2 spine propodeali rivolte verso l’addome a forma di cuore che viene puntato verso l’alto quando sono in allarme, per mostrare il pungiglione che espelle una goccia di veleno repellente; hanno un morso tenace, ma innocuo per l’uomo. La risposta delle operaie in caso di allarme o reclutamento è molto rapida. Longevità: 2 anni.
Maschio: nero 
CICLO VITALE
Le formiche rizzaculo sciamano in autunno (da fine agosto a ottobre, a seconda delle latitudini), quindi la regina normalmente trascorre l’inverno in fase di stasi, anche se non è inusuale che deponga già in fase pre-letargica, se la stagione buona si protrae dalla sciamatura.
  • da uovo a larva: 10-12 giorni;
  • da larva a pupa: 10 giorni;
  • da pupa ad adulto: 10-15 giorni.
Le condizioni di sviluppo sono sempre soggette alle temperature del nido, la temperatura ottimale va da 22 a 28° C. 
HABITAT
Popola una ampia varietà di microhabitat, che vanno dai tronchi degli alberi, al legno morto, incluse le travi delle abitazioni umane. Nidifica preferibilmente nel legno, sotto le cortecce degli alberi, in fessure dei muri, formando colonie popolose. È facile rintracciare le regine e le colonie incipienti all'interno di galle di quercia, pioppo, e altre piante. Costruisce stanze di cartone masticato.

DANNI
Le Crematogaster scutellaris scavano nel legno (anche quello in posa) formando colonie composte da numerosissimi individui dando luogo a due problematiche principali: la compromissione strutturale del legno e il peso della colonia stessa. Questi due aspetti risultano generalmente trascurabili in natura, ma diventano critici in alcuni contesti antropici, ad esempio quando la Crematogaster scutellaris colonizza un sottotetto con travi portanti in legno e scava sino a raggiungere il materiale isolante del tetto stesso, ponendo il nido in una posizione “inespugnabile”.
 
 
CURIOSITÀ
Il nome Crematogaster era originariamente Cremastogaster (addome alzato), ma pare sia diventato com'è oggi per un banale errore di trascrizione all'origine (Fonte: Fabrizio Rigato – Museo Storia Naturale di Milano).
 
VUOI ALLEVARLA?
Nidi artificiali consigliati: vetro, plastica, gesso con ampio spazio interstiziale antifuga, ma il miglior materiale per questa specie è il legno, sempre posto all'interno di teche con antifuga a tetto. Buca facilmente molti materiali grezzi.
Difficoltà: attenzione alle sue capacità di fuga, pare che sia in grado di forare ogni materiale su cui possa mettere le mandibole, insistendo con tenacia finché non si è creata un passaggio.
Potenzialmente, nell'estate successiva alla sciamatura, la colonia può crescere da 0 a diverse centinaia di individui. L'aumento delle operaie e della covata è esponenziale. Nonostante le dimensioni ridotte, prevedere la possibilità di espandere il primo nido in cui verrà ospitata dopo il trasferimento dalla provetta di fondazione.
Alimentazione in allevamento: soluzione di miele diluito in acqua, insetti come farfalle, bruchi, tuorlo d’uovo, sostanze proteiche in generale.