Pipistrelli, il mondo sottosopra
Il pipistrello ha delle caratteristiche davvero molto interessanti dal punto di vista scientifico: è l’unico mammifero al mondo, ad esempio, ad essere in grado di volare. 
Tecnicamente parlando è un Chirottero, che significa "mano alata" dal greco antico. Un nome che riassume come l’evoluzione abbia portato questi piccoli mammiferi a conquistare lo spazio aereo della notte. La loro mano è diventata enorme: le falangi formano il telaio che sorregge e distende il patagio, estensione membranosa della pelle compresa fra le dita, divenendo una superficie alare elastica e robusta che permette loro una manovrabilità e una resistenza pari a quella degli uccelli. La coda, spesso presente, non è mai molto lunga e sorregge l’uropatagio, un’altra membrana che si estende fino agli arti posteriori e svolge funzioni ausiliarie al volo.
 
SOTTOSOPRA
Quando i pipistrelli riposano assumono una caratteristica posizione a testa in giù, mantenendosi aggrappati a un sostegno con le zampe posteriori. Il pipistrello non fa alcuno sforzo per restare appeso a testa in giù: il peso del suo corpo fa leva sui tendini collegati agli artigli che si chiudono automaticamente.
 
LETARGO
Sia i pipistrelli stanziali che quelli migratori cadono in letargo durante l’inverno. Per prepararsi al lungo sonno cercano un rifugio sicuro in grotte, edifici abbandonati o nei buchi degli alberi.
In realtà il loro non è un vero e proprio letargo, ma un sonno molto profondo che può essere interrotto dagli sbalzi termici o se disturbati troppo spesso, in questi casi cercano un altro luogo più riparato in cui continuare a riposare. Durante l’ibernazione il corpo dei pipistrelli subisce molti cambiamenti: la temperatura interna si abbassa, scendendo attorno a 1 o 2° C sopra quella ambientale; il respiro rallenta insieme al battito del cuore e all’intero metabolismo. Se la temperatura esterna scende al punto di congelamento (0°C), il pipistrello riesce a mantenere per breve tempo una temperatura corporea intorno ai 2°C, dopodiché si risveglia per trovare un rifugio più adatto. Ogni risveglio comporta però un consumo di grandi quantità del grasso accumulato per l’inverno: se il consumo è troppo elevato, l’animale non sarà in grado di sopravvivere fino alla primavera. Il periodo di ibernazione degli animali durante l’inverno dipende dalla temperatura esterna e varia da pochi giorni ad un massimo stimato in natura di circa 80 giorni.
Ciò che rende davvero unico il letargo di questo animale è che avviene in gruppo: intere colonie di pipistrelli si dispongono in file ordinate e fitte per riuscire a sopportare i climi più rigidi e riscaldarsi a vicenda attraverso la vicinanza ed il calore emesso dai corpi. Lo stesso patagio gli fa da cappotto e avvolgendolo intorno al corpo il pipistrello riesce a mantenere una temperatura corporea media superiore di alcuni gradi rispetto a quella esterna.
 
COSA MANGIA?
La maggior parte dei pipistrelli si nutre principalmente di insetti, ma alcune specie prediligono i frutti ed i vegetali mentre altre ancora mangiano piccoli pesci. L’associazione tra vampiri e pipistrelli è dovuta ad una particolare specie diffusa in America centrale e meridionale, che si nutre del sangue tratto da altri animali.
Indipendentemente dalla specie, la diffusione così capillare dei pipistrelli nel mondo è dovuta anche a questa loro incredibile versatilità alimentare, che consente a questi mammiferi di sopravvivere con qualsiasi tipo di cibo, tant’è che esistono più di 920 specie di pipistrelli, ossia circa il 20% di tutti i Mammiferi viventi.
 
ECOLOCAZIONE
Per svolgere la loro attività di cacciatori notturni di insetti, hanno sviluppato un efficiente sistema di orientamento nel buio, detto ecolocazione, che è basato su una sofisticata percezione dei suoni. Mentre il pipistrello vola, emette in continuazione ultrasuoni e calcola la distanza, la forma e le dimensioni degli oggetti, ascoltando il ritorno delle onde sonore. In questo mondo virtuale di suoni, che noi riusciamo appena a immaginare, il pipistrello è in grado di localizzare e catturare una falena, di evitare di schiantarsi contro un albero e di sfuggire al tentativo di predazione dei predatori, ad esempio rapaci notturni come l’Allocco.
 
DOVE VIVE IL PIPISTRELLO?
I pipistrelli popolano praticamente tutto il pianeta eccezion fatta per le regioni più insidiose come quelle polari o alcune piccole isole sperdute nel mezzo dell’oceano. Gli habitat ideali per questi mammiferi sono sempre situati in cavità riparate che gli consentano di trovare calore. La loro distribuzione va dalle foreste tropicali a quelle temperate; dalla savana alla prateria; dal deserto ad alcune aree montane sebbene non si spingano a quote troppo elevate. Tra i rifugi più gettonati dal pipistrello troviamo grotte, caverne, cavità negli alberi, ma anche edifici cittadini e sottotetti che offrono loro un riparo sicuro. Infatti i pipistrelli popolano anche le città: non è raro vederli svolazzare tra le strade intorno ai lampioni illuminati.
I PIPISTRELLI E LE CITTÀ
Gli animali selvatici che si muovono fino alle città sono spinti i vantaggi derivanti dallo sfruttamento dell'ambiente urbano, in particolare: minor pressione da parte dei predatori, maggiore disponibilità di fonti alimentari (nel caso dei Chirotteri l'elevata densità di insetti preda che si concentrano intorno alle fonti luminose artificiali come i lampioni stradali), grande presenza di siti di rifugio o di nidificazione e, infine, alcune caratteristiche di tipo microclimatico, che favoriscono le specie più sensibili a valori bassi di temperatura, in particolare nel corso della stagione termicamente critica. Anche alcuni pipistrelli rientrano tra le specie animali che traggono vantaggio dallo sfruttamento dell'ambiente urbano, in particolare gli edifici vengono utilizzati soprattutto come nursery, cioè siti ove si costituiscono aggregazioni prevalentemente femminili per i parti e l'allevamento dei piccoli, nel periodo tardo primaverile-estivo.
Nei chirotteri sono note quattro tipologie di utilizzo degli spazi:
  1. Rifugio temporaneo: sito occupato per brevi periodi, seppur a volte ripetutamente nel corso dei diversi anni, da uno o pochi esemplari, spesso di sesso maschile.
  2. Rifugio riproduttivo o nursery: sito occupato generalmente da alcune decine sino ad alcune migliaia di femmine, che si riuniscono per partorire e allevare i piccoli. Alle nostre latitudini tali aggregazioni sono presenti soprattutto da maggio ad agosto.
  3. Rifugio di svernamento o hibernaculum: sito occupato generalmente da alcune centinaia sino ad alcune migliaia di chirotteri di entrambi i sessi, che si riuniscono in un ambiente idoneo per lo svernamento (in genere siti ipogei).
  4. Night roost: luogo utilizzato solo nelle ore notturno da uno o pochi individui per trascorrere una pausa nel corso dell'attività di foraggiamento: tettoie, ponti, viadotti, elementi di copertura o rivestimento esterni di edifici. Spesso il night roost o la superficie sottostante sono imbrattati da depositi fecali, più o meno limitati rispetto alle grandi quantità di guano presenti nei siti coloniali.
Le specie caratterizzate da una più o meno spiccata sinantropia rispetto alla scelta dei rifugi sono definite "antropofile". È probabile che le specie antropofile derivino da specie originariamente adattate a sfruttare le grotte, le fessure e le spaccature nella roccia. Successivamente, con l'espansione degli insediamenti urbani e la maggior disponibilità di edifici, queste specie hanno avuto a disposizione un "paesaggio artificiale" in continua espansione, che presentava caratteristiche strutturali e microclimatiche comparabili con gli ambienti naturali da esse primariamente utilizzati.

CICLO VITALE
Con l’inizio dell’estate le femmine si raggruppano in rifugi caldi e tranquilli, chiamati nursery, formando gruppi che contano da 10 fino a più di 1000 individui, qui nascono i piccoli dopo una gestazione di circa 40-50 giorni: ogni femmina partorisce uno o al massimo due cuccioli, nudi e con gli occhi chiusi. Quando le femmine escono a caccia nella notte lasciano i cuccioli nei rifugi dove questi serrano i ranghi per riscaldarsi a vicenda, al ritorno madre e figlio si riconoscono attraverso specifici richiami e odori particolari. I piccoli crescono velocemente e in poco più di un mese sono pronti per volare fuori in cerca dei primi insetti da sgranocchiare.

Gli accoppiamenti avvengono durante la tarda estate e l’inizio dell’autunno: molte specie in questo periodo si aggregano in grandi concentrazioni in alcuni siti di svernamento, chiamati siti di swarming, dove le femmine scelgono i maschi per l’accoppiamento. All’esterno di questi siti si assiste ad un’intensa attività di volo che inizia 3-4 ore dopo il tramonto, con animali che si inseguono dentro e fuori dal rifugio. Gli accoppiamenti veri e propri avvengono però al riparo, nel rifugio stesso.
In questo periodo le femmine sono in estro, ma non hanno ovulazione, e dopo l’accoppiamento gli spermatozoi sono mantenuti vitali all’interno del loro corpo per tutta la durata dell’ibernazione. In primavera l’ovulo viene fecondato, in modo da sincronizzare la nascita con il periodo estivo, migliore per la femmina e per il piccolo. Il periodo degli accoppiamenti è seguito dalla ricerca del rifugio per trovarne uno adatto all’inverno.
Per quanto riguarda la longevità, studi fatti con inanellamento hanno dimostrato che individui di molte specie possono superare i 20 anni di età, nonostante la media sia inferiore. Il record attuale di longevità è di ben 41 anni!
SOTTORDINI
I Chirotteri si dividono in due sottordini ben differenziati:
  • Microchirotteri: sottordine cosmopolita che comprende numerose specie di taglia piccola, notturne e prevalentemente insettivore. I microchirotteri sono gli unici pipistrelli presenti in Europa.
  • Megachirotteri: sottordine che comprende specie grandi o medie, diffuse nei paesi tropicali dall’Africa alle isole del Pacifico. Prevalentemente diurni e frugivori (cioè si nutrono di frutti), i Megachirotteri possono raggiungere un’apertura alare di 170 cm, meritando il nome di volpi volanti.
PIPISTRELLO COMUNE
Il pipistrello comune (Pipistrellus pipistrellus) appartiene alla famiglia dei Vespertilionidi. Le sue dimensioni sono modeste, il corpo è lungo poco più di 6 cm, la coda corta e compressa e ha un’apertura alare di circa 20 cm. Il suo corpo è coperto da peli fitti e morbidi, mentre sul dorso ha una folta pelliccia bruna che diventa grigia sul ventre.
Gli occhi sono tondi e neri, la bocca piena di denti aguzzi e acuminati. Anche le orecchie sono piuttosto piccole e avvolte da uno strato di pelle molto spesso. Le zampe posteriori sono munite di una membrana che lascia libero solo il pollice e si ricongiunge gli arti posteriori ad eccezione di zampe e coda. Per volare distende completamente questa membrana lasciandosi andare dalla posizione di riposo (a testa in giù). Le zampe posteriori, infatti, sono talmente deboli che non gli consentirebbero di spiccare il volo da terra. Per mantenere lubrificata la sua membrana, il pipistrello usa la secrezione di alcune ghiandole posizionate tra le narici e gli occhi che le conferiscono elasticità e robustezza.
Il suo habitat naturale sono i boschi di conifere e in generale la macchia mediterranea e le praterie, ma vive spesso nelle città e si rifugia in cavità artificiali.
Di notte va a caccia di insetti e altre prede come mosche, zanzare e farfalle notturne. Per questo motivo, è ritenuto un animale molto utile poiché stermina una gran quantità di insetti nocivi all’agricoltura e all’uomo. Inoltre, i suoi escrementi costituiscono un ottimo fertilizzante noto anche con il nome di ‘guano di pipistrello’.
 
 
COME AIUTARLI? LE BAT-BOX
Di tanti ancora sappiamo ben poco, ma siamo certi di una cosa: sono in pericolo. La perdita dei rifugi e degli habitat che utilizzano per mangiare e riprodursi, l’inquinamento da pesticidi e la troppa luce con cui illuminiamo la notte sono i principali problemi di questi mammiferi.
Per aiutarli è utile raccogliere informazioni sulla loro presenza, operare per la salvaguardia delle colonie e informare chi opera direttamente nello studio e nella conservazione, informare gli altri su come sia importante aiutare questi mammiferi volanti.
Magari possiamo anche rendere loro disponibili rifugi artificiali, le bat box, che li aiutano a trovar casa, anche se ci vuole pazienza: sono infatti diffidenti, e spesso occorre molto tempo perché utilizzino questi rifugi, ma siamo almeno sicuri di aver dato loro la possibilità di starci vicini.
La bat-box deve essere posizionata sotto al tetto, in balcone o in giardino. Questa dimora fai-da-te può essere facilmente costruita a casa con pochi e semplici strumenti e consentire al mammifero di stabilizzarsi per tenere alla larga gli ospiti indesiderati come mosche, zanzare e altri insetti nocivi.
 
COME CI AIUTANO I PIPISTRELLI?
L’utilità specifica nei confronti della qualità della vita degli esseri umani è stata definitivamente accertata e riconosciuta da numerose comunità scientifiche.
Nei primi anni del novecento, per risolvere il problema sanitario della malaria, oltre alla bonifica delle paludi e dei pantani di molte zone italiane, furono costruite sul progetto del medico texano prof. A. R. Campbell le cosiddette “Bat-tower”, poi ribattezzate in Italia “pipistrellaie”, ovvero grandi torri verticali in legno, alte fino a quindici metri, montate su palafitte e poste in luoghi umidi e malsani, dove i chirotteri potevano dimorare e riprodursi.
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Ma non solo, ci sono molti aspetti per i quali i pipistrelli sono animali degni di tutela:
  • I pipistrelli sono considerati indicatori ambientali: la loro presenza è indice di una buona qualità del territorio.
  • Ogni notte, quando escono per cacciare, i pipistrelli sono in grado di divorare un numero incredibile di insetti che possono raggiungere un terzo o anche la metà del proprio peso: perché svolgono un importante ruolo nella lotta agli insetti nocivi per l’uomo e per l’agricoltura, permettendo di ridurre l’utilizzo di sostanze chimiche e contribuire alla salvaguardia dell’ambiente. Senza il loro aiuto si avrebbe una proliferazione di insetti che causano danni all’agricoltura e gravi disturbi anche in termini di aumento delle malattie da loro veicolate sia sull’uomo che sugli animali.
  • Gli escrementi dei pipistrelli si raccolgono infatti sul pavimento delle grotte formando cumuli di guano che è una risorsa alimentare insostituibile per numerosi piccoli organismi animali che vivono negli ambienti sotterranei. I pipistrelli hanno quindi un ruolo fondamentale per la sopravvivenza dell’ecosistema sotterraneo. 
UN PIPISTRELLO IN CASA: COME COMPORTARSI?
In estate può capitare di ritrovarsi un pipistrello in casa: il problema è che nella maggior parte dei casi ci si fa prendere dal panico e si finisce per terrorizzare questo piccolo mammifero, che già è disorientato e spaventato di suo. In tali situazioni, la cosa migliore da fare è mantenere la calma e minimizzare i rumori, evitando anche di avvicinarsi troppo per non spaventare il piccolo malcapitato. Basta lasciare la finestra aperta e spegnere tutte le luci: il pipistrello sarà presto attirato dalle luci all’esterno e ritroverà la via d’uscita in completa autonomia.
CURIOSITA’ E SUPESTIZIONI
Fin dall'antichità il pipistrello ha destato un interesse particolare dovuto soprattutto alla sua attività notturna. Nella cultura cristiana, il pipistrello era visto come un essere vicino al diavolo, probabilmente per la sua associazione con le tenebre e le caverne, così gli artisti medioevali raffiguravano le figure demoniache con ali di pipistrello, in contrapposizione alle figure angeliche ornate di ali piumate d'uccello.
Nelle aree di campagna, si diceva alle persone di non uscire la notte poiché si credeva che pipistrelli si sarebbero attaccati ai loro capelli. Questa diffusa credenza viene ricordata anche da Luigi Pirandello da renderla protagonista nella sua novella "Il pipistrello" contenuta in Novelle per un anno.
Il pipistrello è il simbolo di una delle case produttrici più famose di rum. Siamo a Santiago de Cuba nel 1862, qui si erano trasferiti gli emigranti spagnoli Don Facundo Bacardi e la moglie Dona Amalia Lucia Victoria Moreau per comperare una distilleria abbandonata e cadente. Una volta acquistata, si accorsero che nella mansarda viveva una folta colonia di pipistrelli della frutta. Don Facundo avrebbe voluto sbarazzarsi della poco apprezzata compagnia, ma intervenne la moglie, donna colta ma anche decisamente superstiziosa, perché secondo lei quel gesto avrebbe potuto essere di cattivo auspicio per la nuova attività imprenditoriale, anche perché il pipistrello è considerato dalla mitologia cubana come simbolo di prosperità. La saggia donna pensò di scegliere il pipistrello come simbolo della bevanda e il tempo le diede ragione!
 
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