Appunti di viaggio – stazione di partenza: l’anno che verrà --> tappa intermedia – lockdown: le fonti autorevoli
Da qualche tempo mi aggiro intorno a un concetto che prepotente mi monopolizza i pensieri: l’importanza di chiedere a un esperto. Mi spiego meglio… di fronte a un dubbio a una incertezza è lecito improvvisare o è doveroso riferirsi a coloro i quali hanno dedicato tempo ed energie all'approfondimento di un certo tema?

Mi sono rifugiata in internet, per cercare spunti di riflessione sulla faccenda, ho trovato un testo che recita così: “Un esperto, nel senso di competente, è una persona alla quale, per motivo di professione oppure per una comunque acquisita competenza ed esperienza su una data materia, viene richiesto di fornire pareri scientifici su argomenti di dettaglio.
Pienamente d’accordo sulla competenza professionale, rimango incerta sulla competenza derivante dall’esperienza, perché è meno misurabile e verificabile, in quanto non ci sono criteri oggettivi per sapere quanto lo sia veramente. Quindi quando l’esperienza si basa sul sentito dire, come ci si deve regolare? Come si fa ad essere sicuri di aver chiesto un “esperto” davvero esperto?

Così sono giunta alla conclusione che l’esperto è colui che con il tempo accumula esperienza avvalendosi di fonti autorevoli. Certo costa impegno, dedizione, tempo e volontà, ma solo in questo modo le conclusioni a cui si arriva sono solide e circostanziate.

Nel nostro settore quali sono le fonti autorevoli? Quindi un esperto PCO cosa deve essere in grado di fare?
  1. Conosce la biologia e il comportamento degli organismi nocivi;
  2. Individuare la migliore strategia di prevenzione da attuare per la lotta integrata agli infestanti;
  3. Mette in evidenza i rischi a cui si è esposti delineando le più idonee misure di difesa della salute;
  4. Utilizzare consapevolmente i prodotti insetticidi per tutelare la salute umana avendo anche cura di rispettare la salute dell’ambiente;
  5. Possedere nozioni tecniche e attrezzature professionali in grado di massimizzare gli effetti degli interventi, minimizzando l’impatto ambientale.
I.N.D.I.A. dal canto suo ha intrapreso una direzione all’insegna della conoscenza, consapevolezza e condivisione, in quest’ottica ci impegniamo a continuare ad aggiornarci basandoci su fonti autorevoli per elaborare modelli di business che interpretino al meglio le sfide che ci attendono.

È essenziale in questo momento di incertezza e di confusione, dedicare la propria attenzione all’offrire competenza e professionalità. Non basta definirsi esperti, ma risulta necessario individuare con responsabilità i confini e le fonti di questa “experience”.
Solo da questa analisi obiettiva e al netto dell’affanno di rincorrere un momento dove la fase più convulsa porta confusione di ruoli e di competenze nonché di soluzioni, è possibile individuare le vere aree di business e di miglioramento della propria offerta.

Concludo con un momento di apparente leggerezza… Conoscete la storiella dell’imprenditore e del tecnico?
Una volta, il proprietario di un macchinario molto complesso ebbe un problema, chiamò diversi tecnici ma nessuno fu in grado di ovviare al problema di questo macchinario.
Si vociferava che un bravo tecnico avrebbe potuto risolvere il problema, era il migliore…
Il proprietario del macchinario decise di avvalersi delle prestazioni del miglior tecnico in circolazione, lo fece chiamare e questi intervenne rapidissimo, giunto sul posto si fece spiegare quale fosse il problema, si mise il camice, estrasse la sua valigetta degli attrezzi, scelse con cura un cacciavite e girò pochissimo una vite, poi disse: "FINITO, mi deve 1000 euro".
Il proprietario del macchinario scandalizzato per il prezzo urlò: "È ASSURDO, mille euro per così poco lavoro?"
Il tecnico rispose: "Vedrà nel dettaglio della fattura e si renderà conto che non le ho chiesto troppo, le ho chiesto il giusto".
"VEDIAMO!" ribadì scocciato il proprietario del macchinario.
Il tecnico presentò la fattura così composta:
- Diritto di intervento: gratuito per fidelizzare il cliente
- Girare la vite di 1/4 di giro, 1 secondo di tempo: 1 centesimo di euro
- Sapere quale vite girare, ed in che direzione, una vita di studio:999,99 euro
Il proprietario del macchinario capì e contento pagò la parcella.

Debora Cazzaro
Amministratore Unico