Appunti di viaggio – SOSTA DI RIFLESSIONE: ai tempi del COVID-19 la Resilienza non è sufficiente, puntiamo all'ANTIFRAGILITA'.
Circa un anno fa riflettevo sulla resilienza, intesa come principio legato alla capacità ambientale di far fronte a un cambiamento, ad esempio climatico. LINK
Ora mi ritrovo a ragionare sullo stesso concetto, ma applicato alle persone. Il 2020 è un anno decisamente singolare, che sta portando ognuno di noi a vivere situazioni mai vissute prima. Per affrontarlo abbiamo dovuto praticare un esercizio di resistenza e di resilienza, ossia un processo di adattamento alle avversità, una risposta di adeguamento positivo alle minacce.
E se non bastasse?

Dopo molti mesi dall’inizio dell’emergenza, ci troviamo a dover condurre imprese, gestire attività o semplicemente affrontare la vita quotidiana con la nostra famiglia, in condizioni di attesa. Alla base della nostra vita professionale, ma anche famigliare, c’è ormai per tutti la necessità di ORGANIZZARSI e ORGANIZZARE e per farlo ci vogliono un minimo di “ancoraggi” ossia il programmare, il lavorare per uno scopo, il saper di poter contare su delle risorse e un minimo di orizzonte temporale.

Ogni giorno invece affrontiamo la necessità di gestire le nostre attività con i puntini di sospensione ed è veramente paradossale. Si programmano eventi e non si sa se si concretizzeranno, o se il giorno dopo invece ci sarà uno stop, indotto da eventuali positività al Sars-CoV-2 nelle persone che hai incontrato, con cui lavori o nella classe di scuola dei figli. Non è sufficiente restare positivi, affrontare comunque queste avversità positivamente e direi ormai con coraggio, non basta quindi essere resilienti.

Ho incontrato in questo momento storico paradossale per quelle che sono le nostre abitudini, un concetto altrettanto nuovo, una chiave di lettura degna dei nostri tempi. La chiave di tutto è l’antifragilità.

Sappiamo che la nostra incapacità di comprendere a fondo i fenomeni umani e naturali ci espone al rischio degli eventi inaspettati. Ma l’incertezza non è solo una fonte di pericoli da cui difendersi: possiamo trarre vantaggio dalla volatilità e dal disordine, persino dagli errori, ed essere quindi antifragili. Il robusto sopporta gli shock e rimane uguale a se stesso, l’antifragile li desidera e se ne nutre per crescere e migliorare. Un sistema antifragile abbraccia l'imprevisto, l'incertezza, ne assume positivamente il rischio.
È necessario quindi gestirsi (azienda, impresa, lavoro o famiglia che sia si tratta sempre di un’organizzazione), in modo da creare un sistema in grado non solo di resistere, ma di migliorare sotto stress.

Ho letto un aforisma di Haruki Murakami, che dice: “Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio... Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.
Questo è il momento di chiedersi quale grado di consapevolezza intendiamo raggiungere e cosa siamo disposti a fare per ottenerlo e poi… farlo senza indugiare.

Buona ricerca di antifragilità a tutti.                                                                                                                     
Debora Cazzaro
Amministratore Unico


ANTIFRAGILE - Nassin Nikolas Taleb
Per capire il concetto di antifragilità si parte dal suo opposto, la fragilità. Un sistema fragile è esposto continuamente a rischi che possono danneggiarlo o anche distruggerlo. Per proteggere un sistema fragile in genere si mettono in atto comportamenti o modifiche per renderlo più robusto. In tal modo si implementa un concetto di resistenza e di resilienza. Ma robustezza e resilienza portano in sé un grosso limite: la rottura.
Un sistema resiliente o robusto è comunque uguale alla sua versione fragile, solo che ha "qualcosa in più" finalizzato ad aumentare la propria resistenza, alzare il livello del proprio punto di rottura. Un sistema antifragile, invece, subisce l'evento traumatico, lo fa proprio, e lo sfrutta per migliorare.
L'antifragilità è il vero opposto del concetto di fragilità. Denota la caratteristica di un sistema di cambiare e migliorare a fronte di fattori di stress esterni al fine non di proteggersi bensì di adattarsi. Un sistema antifragile abbraccia l'imprevisto, l'incertezza, ne assume positivamente il rischio.

Riferimenti per approfondire:
  • Nassim Nicholas Taleb, Antifragile. Prosperare nel disordine. Il Saggiatore, 2013 (ed. originale 2012)
  • Nassim Nicholas Taleb, Il cigno nero. Come l'improbabile governa la nostra vita. Il Saggiatore, 2014 (ed. originale 2007)