Topi e Ratti
La maggior parte delle esche rodenticide attualmente in commercio è a base di anticoagulanti. Queste sostanze sono diventate sempre più importanti nel tempo perché consentono di ottenere un buon controllo dei roditori infestanti senza incorrere nei problemi collegati all'impiego delle esche a base di veleni ad azione rapida (i veleni chiamati acuti). Gli anticoagulanti manifestano l'azione tossica dopo 2-3 giorni dall'ingestione, per questo motivo topi e ratti avvelenati non sviluppano diffidenza nei confronti dell'esca e continuano a cibarsene. Sebbene le esche a base di anticoagulanti non siano particolarmente pericolose, è importante farne un utilizzo attento per impedire il verificarsi di danni a carico degli animali non bersaglio (animali domestici e selvatici). Tra le precauzioni d'impiego collegate alla pratica di intervento ricordiamo:
1) importanza di eseguire un attento sopralluogo nell'area infestata per individuare le zone ove la collocazione delle esche potrà portare a maggiore assunzione delle stesse, ad esempio lungo i percorsi tana - acqua, tana - cibo.
2) non collocare le esche senza una protezione idonea ad impedirne l'accesso da parte di animali non bersaglio.
3) registrare le quantità di esche impiegate ad ogni intervento e le quantità rinvenute nei controlli successivi per stimare le quantità assunte dai roditori.
4) Mantenere un monitoraggio attento dell'area per individuare le variazioni nei segnali dell'infestazione (quantità di feci, scavo nuove tane, avvistamenti, presenza ratti morti).
Un ingrediente importante delle esche rodenticide è il denatonium benzoato. Si tratta di una molecola di derivazione farmaceutica in grado di conferire un sapore insopportabilmente amaro alle sostanze con cui viene mescolata. Questa sua caratteristica si manifesta a dosaggi estremamente bassi. Ratti e topi percepiscono la presenza del denatonium benzoato a dosaggi relativamente alti. Un'esca additivata con il denatonium benzoato risulta non ingeribile da un uomo o da un bambino.



