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CHE INFESTANTE È? La processionaria del pino
La processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) è un lepidottero appartenente alla famiglia dei Notodontidi, noto per le caratteristiche "processioni" che le sue larve compiono sul terreno alla ricerca di un luogo dove interrarsi.
È un insetto tanto affascinante quanto pericoloso: può causare danni alle piante e problemi di salute a persone e animali domestici.


Come riconoscere la processionaria del pino

Le larve della processionaria si sviluppano durante i mesi freddi, all’interno di nidi serici bianchi ben visibili sulle cime dei pini e, in misura minore, dei cedri.
Le larve sono facilmente riconoscibili per il corpo ricoperto da peli urticanti e per la colorazione tipicamente grigio-brunastra con bande più chiare sul dorso.
Quando arriva la primavera, scendono dagli alberi formando lunghe file ordinate, da cui deriva il nome “processionaria”. È proprio in questa fase che si corre il maggior rischio di contatto con i peli irritanti.

Dove si trova
La processionaria è diffusa in gran parte del territorio italiano, soprattutto nelle aree collinari e montane dove sono presenti i pini neri, silvestri o marittimi.
Negli ultimi anni, a causa del riscaldamento climatico, l’insetto ha esteso notevolmente il proprio areale anche a quote e latitudini più elevate.
Ciclo biologico
Il ciclo vitale della processionaria si compone di una generazione all’anno:
  • Estate (luglio-agosto) - gli adulti, farfalle notturne di colore grigio-marrone, si accoppiano e depongono le uova sulle aghifoglie dei pini.
  • Autunno-inverno - dalle uova nascono le larve che costruiscono i tipici nidi serici per proteggersi dal freddo.
  • Primavera - le larve escono in processione, scendendo a terra per interrarsi e trasformarsi in crisalidi.
  • Estate successiva - emergono gli adulti, completando il ciclo.
I danni alle piante e i rischi per la salute
Le larve si nutrono degli aghi di pino, causando defogliazioni gravi che indeboliscono l’albero e lo rendono più vulnerabile ad altre patologie e insetti xilofagi.
Tuttavia, il problema più serio riguarda la salute umana e animale:
  • I peli urticanti delle larve contengono una tossina proteica (thaumatopoeina) capace di provocare reazioni cutanee, prurito, orticaria e, nei casi più gravi, problemi respiratori.
  • I cani e altri animali domestici possono manifestare gravi reazioni allergiche o necrosi del cavo orale se entrano in contatto con le larve o le annusano.
Prevenzione e lotta
Il controllo della processionaria prevede una serie di interventi integrati, da eseguire nei periodi opportuni:
  • Rimozione manuale dei nidi durante l’inverno, adottando opportune protezioni individuali.
  • Trappole a feromoni per il monitoraggio e la cattura dei maschi adulti in estate.
  • Trattamenti biologici con Bacillus thuringiensis var. kurstaki, efficaci sulle giovani larve.
  • Fasce collari intercettanti sui tronchi per bloccare le processioni e raccogliere le larve prima che si interrino.
  • Nei centri urbani o nei parchi, è fondamentale segnalare la presenza dei nidi alle autorità competenti o ai servizi fitosanitari locali.
Cosa fare in caso di contatto
In caso di esposizione ai peli urticanti della processionaria:
  • Evitare di grattarsi o strofinare la zona colpita.
  • Lavare subito la pelle e i vestiti con abbondante acqua e sapone neutro.
  • In presenza di forte prurito, arrossamento o difficoltà respiratoria, rivolgersi immediatamente a un medico.
  • Se un animale domestico mostra sintomi dopo il contatto (salivazione, gonfiore, difficoltà a respirare), portare subito l’animale dal veterinario.
Curiosità
La processionaria del pino rappresenta un vero indicatore biologico dei cambiamenti climatici: gli inverni più miti ne favoriscono la sopravvivenza e l’espansione. Nonostante i rischi che comporta, rimane un esempio straordinario di adattamento naturale, con comportamenti sociali e difensivi molto evoluti.


Da non confondere
1. Ifantria (Baco americano - Hyphantria cunea)
È l'insetto più spesso scambiato per la processionaria a causa delle ragnatele bianche che costruisce sugli alberi.
  • Differenze visive: L'Ifantria è più chiara, quasi biancastra o giallastra, con puntini neri.
  • Periodo: Si manifesta in estate (giugno-settembre), mentre la processionaria scende a terra a fine inverno/inizio primavera.
  • Piante colpite: Ama latifoglie come gelsi, aceri e alberi da frutto. Se vedi ragnatele su un gelso in agosto, è quasi certamente Ifantria.
  • Pericolosità: Innocua per l'uomo e gli animali (non ha peli urticanti).
  • È presente in Italia dagli anni '80 ed è ormai comune in quasi tutto il territorio, con una concentrazione altissima nella Pianura Padana e nel Centro-Nord (Toscana, Marche). È quella che causa i maggiori "allarmi ingiustificati" tra luglio e settembre perché le sue ragnatele avvolgono interi rami di alberi urbani.
2. Processionaria della Quercia - Thaumetopoea processionea
Questa è una "cugina" stretta e, purtroppo, altrettanto fastidiosa.
  • Somiglianze: Si muove in fila indiana e possiede peli urticanti.
  • Differenze: Come dice il nome, vive esclusivamente sulle querce. Non costruisce i classici "sacchi" bianchi simili a zucchero filato tra gli aghi di pino, ma predilige i tronchi o le biforcazioni dei rami.
  • Pericolosità: Alta. Ha le stesse proprietà urticanti della variante del pino.
  • È un insetto autoctono e diffuso su tutta la penisola. È particolarmente presente nelle zone dove abbondano i boschi di quercia (rovere, farnia, cerro). Sebbene meno "famosa" di quella del pino, è molto temuta dai forestali e dai proprietari di giardini con grandi querce, specialmente nel Nord e nel Centro Italia.
3. Bombice del Rovere (Lasiocampa quercus)
I bruchi di questa farfalla sono grandi, molto pelosi e di colore bruno-arancio.
  • Differenze: Sono bruchi solitari. Non li vedrai mai camminare in processione o formare lunghe file.
  • Pericolosità: Bassa. Sebbene i peli possano causare leggere irritazioni cutanee in persone sensibili, non hanno la tossicità della processionaria.
  • È una specie molto comune in tutte le regioni italiane, dalle pianure fino a circa 1500 metri di altitudine. Si trova spesso ai margini dei boschi o nelle radure. Poiché è un bruco solitario, è più facile trovarne un esemplare isolato che attraversa un sentiero piuttosto che un'infestazione massiccia.
Periodicità a confronto
  • In inverno (gennaio-marzo): Se vedi nidi bianchi sui pini, è quasi certamente Processionaria del Pino.
  • In tarda primavera (maggio-giugno): Se vedi bruchi in fila sulle querce, è la Processionaria della Quercia.
  • In estate (luglio-settembre): Se vedi ragnatele giganti su gelsi o aceri, è l'Ifantria (innocua).
Identificare e Gestire la Processionaria: 5 Punti Chiave
La processionaria del pino non è solo un parassita delle foreste, ma anche una minaccia per la salute pubblica.
Riconoscerla e agire per tempo è il primo passo per tutelare sia l’ambiente sia la sicurezza di persone e animali.
  1. Identikit e Pericolosità: La processionaria del pino è un lepidottero altamente pericoloso per la salute umana e animale a causa dei suoi peli urticanti (contenenti la tossina thaumatopoeina), che possono causare gravi reazioni cutanee, respiratorie o necrosi nei cani.
  2. Ciclo Vitale e Segnali: Il rischio maggiore si concentra tra febbraio e aprile, quando le larve abbandonano i tipici nidi bianchi sui pini per scendere a terra in "processione". In estate, l'insetto si trasforma in una farfalla notturna innocua che depone le uova per il ciclo successivo.
  3. Prevenzione e Rimedi: La lotta contro l'infestante include la rimozione manuale dei nidi in inverno, l'uso di trappole a feromoni e fasce collari sui tronchi, o trattamenti biologici mirati. È fondamentale segnalare la presenza di nidi alle autorità competenti.
  4. Primo Soccorso: In caso di contatto, è necessario lavare immediatamente pelle e indumenti con acqua e sapone senza grattarsi. Se compaiono sintomi gravi o se un animale domestico mostra segni di malessere, bisogna rivolgersi d'urgenza a un medico o a un veterinario.
  5. I "Falsi Amici": Non tutti i bruchi pelosi sono pericolosi. In Italia è facile confondere la processionaria con l'Ifantria (estiva e innocua), la Processionaria della Quercia (altrettanto urticante ma legata alle querce) o il Bombice del Rovere (solitario e meno tossico).